• Raffaele Canoro – Luce più Luce

    On: 14 Novembre 2013
    In: Mostre
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    Napoli – dal 14 novembre al 14 dicembre 2013 – SPAZIO NEA
    Sguardo spietato di osservatore e studioso attento, realismo lontano dall’immediatezza, lontano dall’effimero. Canoro scava per rivelare l’essenza dell’uomo, il suo grande segreto, la psicologia del profondo, le mille verità di uno sguardo: quel che tutti vedono ma nessuno vuol sapere.
    Nelle opere in esposizione, l’artista da sfogo alla sua fascinazione ed attenzione per le sfumature, raffigura il suo rapporto caldo con la luce da cui Luce più Luce, appunto, ponendo i suoi soggetti in un tempo sospeso, universale, valido oggi, come ieri, come domani. Nella sua naturalezza estrema, negli sguardi, nelle smorfie è racchiuso tutto il tempo e la passione dello studio attento dell’essere umano. Il suo tratto pittorico presenta affinità con Bacon, con Auerbach, con Freud, conferendo alla sua realisticità una specialità fatta di riflessi e umbratilità, una carnalità complessa, incline ad una visione tragica, lontana dagli stereotipi della cosmesi e del leefting.

    Come afferma Pasquale Lettieri, curatore della mostra: “Oggi, parlare di vecchiezza e di bellezza, è un azzardo e bisogna farlo con una guida consolidata, che è attualità, che è subito storia, come nel caso dei nudi di Canoro, interprete della nudità, nel segno di poter risalire ad una originaria purezza, ad un prototipo, che proprio nella sua impossibilità realizza l’essenza dell’artisticità, come luogo di un essere fantastico, che si realizza continuamente”.

    La mostra Luce più Luce chiude il progetto espositivo ed editoriale Pelle & Pellicola inaugurato a gennaio. Nello spazio espositivo immerso nel cuore del centro antico si sono alternati 8 grandi artisti della scena partenopea, prima figli oggi padri dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che hanno dato forma e vita ad un percorso formativo e performativo attraverso tutte le espressioni dell’arte. Dalla pittura con Segreti Mediterranei di Guglielmo Longobardo, Pittura Lingua Viva di Giovanni di Capua ed oggi Luce più Luce di Canoro; la fotografia con India 70 di Fabio Donato, Paesaggio di Aniello Barone; il video con i due film di Mario Franco: L’etica dell’incompiutezza; Peppe Capasso con le sue installazioni artistiche di Memorie dal sottosuolo fino a Flatwing meat, le performances di Costabile Guariglia. Un percorso espositivo importante mai fatto prima, un ritorno all’essenza per comprendere ed interpretare attraverso l’arte il nostro presente.

    Le otto personali degli artisti protagonisti di questa esperienza saranno raccolte nel volume Pelle & Pellicola – Otto studi di arte contemporanea, edito dalla collana Tempora (diretta da Gallo Mazzeo e Lettieri) delle Iemme Edizioni.

    RAFFAELE CANORO nasce a Napoli il 20 ottobre del ’46. Attualmente è docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dopo i primi 5 anni di attività e gli esperimenti con la pittura informale poi definitivamente abbandonati, il suo percorso artistico l’ha portato in luoghi come Baku ed il Brasile. Conta svariate mostre personali o collettive a in Campania ed a Napoli, in luoghi come Palazzo Reale e villa Pignatelli. Nel ‘99 dona l’opera I figliuoli dei conservatori trovati l’arme alla mano al Conservatorio San Pietro a Majella, dove attualmente sono collocate sei opere in esposizione fissa.

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  • Costabile Guariglia – Flatwing Meat

    On: 3 Ottobre 2013
    In: Mostre
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    Napoli – dal 3 al 29 ottobre 2013 – NEA ART GALLERY
    Si ispira all’Inferno dantesco, e più precisamente al canto XXXIII dedicato ai traditori della patria, Flatwing Meat l’installazione che Costabile Guariglia porta allo Spazio Nea di Napoli a partire da giovedì 3 ottobre 2013 (vernissage ore 19.00) e che resterà in mostra fino al 29 ottobre.
    In occasione dell’inaugurazione Guariglia, tra gli artisti del progetto espositivo ed editoriale di Nea “Pelle & Pellicola”, firma anche una performance che ugualmente si rifà alla Divina Commedia. I due lavori rappresentano in forma metaforica la denuncia dell’agire contemporaneo dei corrotti e inducono a una riflessione profonda sulla recente storia dell’Italia.
    In particolare la performance, iniziata come uno studio video-performativo in versione “tecnofiaba”, è uno spettacolo di elementi simbolici, volutamente ricondotto alla raffigurazione dell’uomo amnetico nella società moderna, che celebra il senso più alto del concetto empirico di vita/morte.

    L’azione performativa dal titolo “Time Zone” (durata 30 ”; Musiche: Hassel, Trick, Zazou, Choen, Zawiinil. Performer partecipanti: Emma Crimi, Gea Cerrone, Giovanna D’amico) e l’installazione mettono in relazione il linguaggio contemporaneo con quello dantesco, evidenziando gli aspetti più nefasti degli accadimenti del fare contemporaneo politico e sociale.
    L’installazione site specific è un opera composta da due grandi foto e un video: sia la prima opera fotografica che la seconda sono
    manipolate in digitale partendo dalla foto master. La prima opera
    collocata lungo le pareti della galleria è stata realizzata con una
    struttura a scatolato composta da sei elementi di legno laccato bianco. La seconda opera fotografica sempre scatolata, a firma di Costabile Guariglia e Lara
    Cetta, è stata elaborata e stampata su plexiglas con stampa a sublimazione/U.V. e rappresenta una donna seduta seminuda con alle spalle biancheria intima lavata come emblema di purificazione. Il video della durata di circa 10 minuti rappresenta il gioco di una ragazza sull’altalena nella sua adolescenza. Nel contempo si insinua lentamente il concetto vita/morte perdendo
    quel senso di gioia, piacere, sorriso.
    Il canto della Divina Commedia è preso in prestito per la realizzazione di due lavori con cui Guariglia, grazie alla sua multimedialità sensoriale, crea momenti di catarsi ed empatia. La civiltà che rappresenta è fatta di momenti statici, in cui sembra non cambiare niente, e momenti critici in cui tutto sembra irrimediabilmente precipitare: un susseguirsi, senza nessun ordine di classicità e invenzioni, di verità e menzogne.
    “Assistere ad un’azione di teatro minimo di Guariglia- commenta il curatore Pasquale Lettieri- significa non avere la certezza di niente: non è certa la nostra conoscenza del passato, non è certa la nostra comprensione del presente, non esiste nessuna prevedibilità del futuro e noi dobbiamo accettare di vivere nell’incertezza, sfidando sempre il crepuscolo”.

    COSTABILE GUARIGLIA. Nato a Castellabate, Salerno nel 1965.
 Si Laurea all’Accademia di Belle Arti di Napoli (Dip. Arti Visive) con una tesi su “Land Art e Paesaggio Sociale”. Docente della materia del corso di scultura ambientale del biennio specialistico presso A.A.B.B. di Napoli,(dip. arti visive).
 Segue workshop formativi tenuti da Studio Azzurro, Pier Paolo Calzolari, Gruppo Stalker, Kounellis. Approfondisce il suo percorso con seminari tenuti da Richard Serra, Jeff Koons, Anselm Kiefer e Anish Kapoor.
 Collabora con il gruppo Stalker al progetto Luoghi dell’Ascolto nel Salento, Lecce.
 Fonda a Napoli Senseria (gruppo di attraversamento sensibile), con cui parteciperà alla Biennale Internazionale del Mediterraneo.
    Vive e lavora tra Napoli e Roma

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  • MARIO SCHIFANO Ratio et obsessio