• Presso la Camera di Commercio di Vibo Valentia la seconda edizione del premio Shaharazad

    On: 17 giugno 2019
    In: Eventi
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  •  Via del fiore vince l’edizione 2019 dei Pugnaloni di Acquapendente

    On: 29 maggio 2019
    In: Eventi, News
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    Si è svolta Domenica 19 Maggio la consueta Festa dei Pugnaloni ad Acquapendente. Chiamata un tempo “festa di mezzomaggio”, la manifestazione risale al 1166 quando gli abitanti della città cacciarono, con armi in pugno, Federico Barbarossa e le sue truppe.
    Una festa che celebra la libertà riconquistata ringraziando al tempo stesso la Madonna che avrebbe assisto la vittoria degli insorti.
    Una ricorrenza celebrata fino al 1929, sospesa poi fino al 1958 quando è stata ripresa in mano dalla pro loco.

    pugnalone corte vecchiaUna Domenica di pioggia battente, non ha fermato l’allegria dei colori, il profumo dei fiori, la forza resa da una festa, una tradizione popolare che innalza il suo livello di anno in anno e vissuta in piena condivisione da tutta la popolazione.
    La pioggia fissa ha quindi costretto ad attuare il cosiddetto “piano B Festa Pugnaloni”, stabilendo di collocare le opere in spazi al coperto presenti nel circuito cittadino, con la distribuzione indicata al fine di consentire l’esposizione dei Pugnaloni anche in caso di forte maltempo.
    Prof. Alfio Mongelli e Prof. Pasquale LettieriE’ saltato purtroppo causa maltempo tutto il programma medievale previsto nel pomeriggio: la sfilata del Corteo Storico della Città di Acquapendente e il gruppo di Sbandieratori della Madonna del Fiore, i giochi della bandiera di fronte agli Spadaccini di Soriano del Cimino.
    Mentre in ritardo si è celebrata la Solenne Processione che riconduce la Statua della Madonna del Fiore alla Chiesa di S.Agostino. Al termine della stessa è stato eletto il Signore di Mezzo Maggio 2020: sarà Mattia Fioravanti di Predio Lutinanino.

    Per quanto riguarda i Pugnaloni, la giuria si è riunita presso la Sala del Consiglio del Comune di Acquapendente. Giuria così composta:
    Prof. ALFIO MONGELLI: Scultore internazionale e presidente della Rome University of Fine Arts;
    Prof. PASQUALE LETTIERI: Critico d’arte, curatore e docente di storia dell’arte e del costume all’Acc. di Belle Arti di Catanzaro;
    madonna dei fioriArch. ALESSANDRO RIDOLFI: Architetto, già presidente Ordine Architetti di Roma;
    Dott. FRANCESCO ZERO: Pittore, disegnatore e scultore, direttore artistico di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo;
    Dott.ssa GIULIA TORTA: Botanica;
    Dott. PAOLO GANDOLA: Fotografo e regista;
    Dott.ssa LETIZIA BONELLI: Giornalista e direttrice responsabile varie testate;

    La piazza inizia a riempirsi dal palazzo comunale  iniziano a pronunciare distintamente i nomi dei vincitori dei Pugnaloni premiati. La classifica vede al primo posto Gruppo 1ª EQUIPE VIA DEL FIORE:l’icona più potente dell’Umanità si staglia su un manto di fiori colorati. Dalla rinascita del Ciliegio ischeletrito dalla sorte un anelito di vita.
    Pugnalone via del carmineAl secondo posto Gruppo SELECAO – CORTE VECCHIA: con toni che richiamano i pastelli di Matisse e la simbologia infantile di Paul Klee un movimento figurativo che lascia dentro di noi una traccia di poesia.
    Terzo classificato Gruppo 1ª EQUIPE TORRE SAN MARCO: grazie ad una spazialità luminosa si evidenzia il motivo della libertà e della rinascita con un movimento di luce che da un punto focale si espande in un prisma ottico di grande pulizia esecutiva e linearità.
    Quarto classificato il Gruppo 6+6 SANTO SEPOLCRO: rappresentazione enigmatica ed emblematica della condizione esistenziale dell’uomo moderno. Si evidenzia il passaggio dal grigiore e della fissità del tempo alla possibilità coloristica dell’infiorescenza.
    Quinto e penultimo classificato è il Gruppo TORRE G. DE JACOPO: Funzione arte terapeutica della rappresentazione con chiari richiami alle correnti avanguardistiche in particolare il vorticismo e costruttivismo.
    Ultimo classificato il Gruppo GSA – SANT’ANNA: per aver coniugato la tecnica tradizionale dei pugnaloni in un disegno pop, ma comunque di forte carica emotiva ed esistenziale.

    Prof. Pasquale LettieriRicordiamo che i pugnaloni di Acquapendente sono mosaici realizzati con fiori e foglie, composti su pannelli in legno di 2,6 per 3,6 metri. Una tradizione che deriva dall’usanza con cui in passato i contadini del posto celebravano la festa, sfilando dietro la statua della Madonna con pungoli ornati di fiori, la ginestra su tutti, per commemorare la battaglia contro Federico Barbarossa e al tempo stesso la fioritura del ciliegio. Di fatto i pugnaloni erano lunghi bastoni con una punta ferrata che servivano per spingere i buoi durante l’aratura.

    Realizzati da 15 gruppi storici, vengono esposti nel centro storico del paese durante la festa per poi essere portati in processione nel pomeriggio ed essere premiati nella piazza del paese.

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  • Arteterapia tra i banchi, esperti ed esperienze a confronto a Pietrasanta

    On: 23 maggio 2019
    In: Eventi, News
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    “Ritmo e contemplazione” il Prof. Lettieri, interverrà sabato 25 maggio alle ore 09:10:

    Arteterapia nelle scuole. Tanti esperti e tante esperienze a confronto a Pietrasanta. L’arte come forma di benessere e strumento di inclusione sociale, sviluppo dell’empowerment dell’individuo, crescita personale, miglioramento della creatività e delle capacità comunicative: se ne parla in occasione di due convegni e due workshop in programma sabato 18 maggio e sabato 25 maggio dalle ore 8.30 alle 13.30 nella Sala dell’Annunziata nel Chiostro di Sant’Agostino. L’evento è organizzato dall’Istituto Comprensivo 2 Pietrasanta con la cooperativa sociale “Briccole Special” ed è patrocinato dal Comune di Pietrasanta, in collaborazione con l’associazione “Cuore Speciale”, “Semplicemente Genitori Onlus”, “La Città del sole” di Locri, “Ginnastica Pietrasanta” ed il Centro Arti Visive. “Scuole più sicure, accoglienti, pulite ed una maggiore collaborazione con le scuole per migliorare l’offerta didattica e sviluppare percorso di inclusione: erano questi gli impegni che ci siamo presi quasi un anno fa con i cittadini. – spiega Francesca Bresciani, Assessore alla Pubblica Istruzione – Impegni che portiamo avanti sostenendo i progetti che i due istituti ci presentano, e cercando di essere sempre presenti, vicini, alle singole iniziative. L’altro elemento importante è quello della sinergia tra più realtà come la scuola e le associazioni che si muovono sul nostro territorio. Sono una ricchezza disponibile che dobbiamo sfruttare anche all’interno delle nostre scuole”. Sulla stessa linea il Dirigente dell’Istituto Comprensivo 2, Antonio De Bidda: “E’ un bel progetto – ha spiegato – che si cala bene in un contesto artistico come quello di Pietrasanta. Il tema dell’arte nella scuola come strumento di terapia ci vede oggi essere pionieri come città e come istituto in un percorso che coinvolge tutti gli studenti”.

    Gli alunni delle scuole partecipano all’iniziativa, con due settimane di workshop e laboratori educativo-ricreativo-artistici. Un’opportunità esperienziale di crescita unica e multidisciplinare, che unisce arte, danza, yoga, gioco, musica, psicologia, meditazione, mindfulness, tecniche zen, grafomotricità ed esperienze multisensoriali. “Questi due incontri – spiega la docente Chiara Castiglioni – ruotano attorno ad una parola comune: terapia ma intesa come cura. L’arte può integrarsi nella scuola, diventando parte integrante delle strategia di miglioramento dell’ apprendimento. I convegni ospitano relatori da tutti Italia, che in qualità di docenti, artisti e critici d’arte, tratteranno il tema dell’arte come terapia. L’arte – prosegue – è largamente usata nella ricerca del benessere psicofisico, per esprimere i propri pensieri ed emozioni; l’attività artistica incrementa le potenzialità individuali, la creatività e il sommerso di sensazioni che difficilmente riusciamo a descrivere a parole. L’obiettivo dei due convegni è incrementare la conoscenza di se stessi e delle proprie potenzialità, per raggiungere una condizione stabile di benessere e un buon livello di qualità della vita”.

    Il progetto parte dall’esperienza maturata all’interno delle scuole di Pietrasanta: “la necessità di approcciare l’arteterapia nasce da una necessità di migliorare le capacità di comunicazione degli studenti in particolare dei ragazzi con difficoltà di apprendimento. – spiega Marina Bertagna, docente – Abbiamo lavorato sull’aspetto della creatività e della fantasia, ma anche delle emozioni e dell’esperienza personale cercando di costruire un momento di apprendimento vero e coinvolgente. L’arteterapia è una parte del percorso didattico che applico nelle mie classi già dalla prima elementare. I risultati sono straordinari in tutti i bambini: migliorano la loro capacità di comunicare, interagire e condividere”.

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  • I Pugnaloni di Acquapendente

    On: 22 maggio 2019
    In: Eventi, News
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    Vince il Gruppo 1ª Equipe Via del Fiore

    Pur essendo stata la terza domenica di maggio un giorno di pioggia battente  l’allegria dei colori, il profumo dei fiori, la forza resa da una festa vissuta  in piena  condivisione da tutta la popolazione  ne ha mantenuto il pàtos  e il significato di una tradizione popolare che nella sua rappresentazione si eleva il livello di anno in anno.

    Il verdetto:

    Domenica 19 maggio u.s.  presso la Sala del Consiglio del Comune di Acquapendente

    la commissione giudicatrice del concorso Pugnaloni 2019 così composta:

    Prof. ALFIO MONGELLI

    scultore internazionale e presidente della Rome University of Fine Arts

    Prof. PASQUALE LETTIERI

    critico d’arte, curatore e docente di storia dell’arte e del costume all’Acc. di Belle Arti di Catanzaro

    Arch. ALESSANDRO RIDOLFI

    architetto, già presidente Ordine Architetti di Roma

    Dott. FRANCESCO ZERO

    pittore, disegnatore e scultore, direttore artistico di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo

    Dott.ssa GIULIA TORTA

    botanica

    Dott. PAOLO GANDOLA

    fotografo e regista

    Dott.ssa LETIZIA BONELLI

    giornalista e direttrice responsabile varie testate

    con la seguente premessa:

    I signori giudici esprimono la grande  soddisfazione e gratitudine all’organizzazione che ha con la sua attenzione e professionalità curato la migliore riuscita di un evento sempre più in crescita nella conoscenza e nell’apprezzamento.

    La piazza inizia a riempirsi dal palazzo comunale  iniziano a pronunciare distintamente i nomi dei vincitori dei Pugnaloni premiati:

     

    6° CLASSIFICATO

    PER AVER CONIUGATO LA TECNICA TRADIZIONALE DEI

    PUGNALONI IN UN DISEGNO POP, MA COMUNQUE DI FORTE

    CARICA EMOTIVA ED ESISTENZIALE.

    Gruppo GSA – SANT’ANNNA

     

    5° CLASSIFICATO

    FUNZIONE ARTE TERAPEUTICA DELLA RAPPRESENTAZIONE

    CO0N CHIARI RICHIAMI ALLE CORRENTI AVANGUARDISTICHE,

    IN PARTICOLARE VORTICISMO E COSTRUTTIVISMO.

    Gruppo TORRE G. DE JACOPO

     

    4° CLASSIFICATO

    RAPPRESENTAZIONE ENIGMATICA ED EMBLEMATICA DELLA

    CONDIZIONE ESISTENZIALE DELL’UOMO MODERNO.

    SI EVIDENZIA IL PASSAGGIO DAL GRIGIORE E DALLA FISSITÀ

    DELO TEMPO ALLA POSSIBILITÀ COLORISTICA

    DELL’INFIORESCENZA

    Gruppo 6+6 SANTO SEPOLCRO

     

    3° CLASSIFICATO

    GRAZIE AD UNA SPAZIALITÀ LUMINOSA SI EVIDENZIA IL

    MOTIVO DELLA LIBERTÀ E DELLA RINASCITA CON UN

    MOVIMENTO DI LUCE CHE DA UN PUNTO FOCALE SI ESPANDE IN

    UN PRISMA OTTICO DI GRANDE PULIZIA ESECUTIVA E LINEARITÀ

    Gruppo 1ª EQUIPE TORRE SAN MARCO

     

    2° CLASSIFICATO

    CON TONI CHE RICHIAMANO I PASTELLI DI MATISSE E LA

    SIMBOLOGIA INFANTILE DI PAUL KLEE UN MOVIMENTO

    FIGURATIVO CHE LASCIA DENTRO DI NOI UNA TRACCIA DI

    POESIA

    Gruppo SELECAO – CORTE VECCHIA

     

    1° CLASSIFICATO

    L’ICONA PIU’ POTENTE DELL’UMANITÀ SI STAGLIA SU UN

    MANTO DI FIORI COLORATI. DALLA RINASCITA DEL CILIEGIO

    ISCHELETRITO DALLA SORTE UN ANELITO DI VITA.

    Gruppo 1ª EQUIPE VIA DEL FIORE

     

    Complimenti a tutti e arrivederci all’edizione a tutto tondo del 2020

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  • La Natura nell’arte nella Rassegna “In mostra col Maestro” a Bellaria Igea Marina

    On: 19 luglio 2018
    In: Eventi, News
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    Pasquale Lettieri ospite d’eccezione all’inaugurazione ufficiale della Rassegna

     

    Inaugurazione ufficiale lunedì 6 agosto alle ore 21 per la Rassegna di pittura “In mostra col Maestro” che già da giorni sta attirando curiosi ed esperti di arte nel raffinato spazio espositivo di via Paolo Guidi 42 a Bellaria Igea Marina. Un appuntamento ormai imperdibile, organizzato dal Circolo culturale Angeli Scalzi Cultura e Vita, che ha visto decine di villeggianti affollarsi per ammirare i quadri di 10 artisti contemporanei a fare da degna cornice ad un grande Maestro della pittura. Dopo Botero e Soffici sarà la volta dell’immenso Giorgio De Chirico.

    Il tema della mostra è richiamato come sempre da un celebre aforisma: “Felicità è trovarsi con la natura, vederla, parlarle” di Lev Tolstoj. Un modo per introdurre i quadri esposti che hanno appunto come tema dominante la natura in tutte le sue sfaccettature

    Ospite d’eccezione il critico d’arte e professore Pasquale Lettieri, reduce proprio, tra le tante a cui presenzia, da una mostra sul grande De Chirico e che saprà affascinare i presenti con le sue riflessioni sul famoso Maestro e sull’arte contemporanea.

    Accanto a lui la pittrice Lara Sarzola, che in queste serate dedicate all’arte ha sempre accompagnato  i presenti con grazia e preparazione culturale attraverso il percorso artistico dei vari autori.  Questa volta saranno presenti opere di Angelo Bartolini, Marco Zamagni, Richard Togo Durando, Athos Faccincani, Domenico Cancelli e della stessa Lara Sarzola.

    La mostra chiuderà il 16 agosto per lasciare spazio agli altri eventi in programma per la Rassegna.

    La Rassegna “In mostra col Maestro” si propone infatti di offrire visibilità a 10 artisti contemporanei, molti dei quali romagnoli, che avranno l’occasione di valorizzare i propri quadri accanto a un mostro sacro della storia dell’arte nelle 8 mostre a Tema e nelle Personali previste in calendario dal 6 Luglio al 7 Settembre.

     “Angeli Scalzi Cultura e Vita” non è nuovo a queste performance e ha al suo attivo numerosi altri eventi in cui l’obiettivo è sempre quello di far conoscere giovani artisti in ogni ambito e di promuovere la Cultura in ogni suo aspetto, manifestando una rinnovata e purtroppo sempre più rara propensione al mecenatismo.

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  • Mostra DeChirico (CZ)

    On: 20 marzo 2018
    In: Eventi, News
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    “Enigma dell’Infinito”: Le opere di Giorgio De Chirico in vetrina a San Pietro a Maida.

    Circa trenta opere tra i lavori di uno degli artisti più rappresentativi della storia dell’arte del XX secolo, saranno esposte a San Pietro a Maida, dal 24 marzo al 31 marzo 2018.
    L’iniziativa dalla considerevole valenza culturale, porta la firma di Pasquale Lettieri, Ermenegildo Frioni e Marcello Palminteri, autorevoli curatori d’arte che hanno organizzato mostre e rassegne culturali di rilevanza nazionale ed internazionale.
    La manifestazione, patrocinata dal MIBACT e dalla Regione Calabria, é organizzata dalla FriArte di Roma, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di San Pietro a Maida, guidata dal sindaco Pietro Putame, con il prezioso contributo del Direttore del Marte Pietro Gullo.
    La location dell’evento ha ispirato gli ideatori del progetto scientifico nonché curatori della mostra, Pasquale Lettieri, Ermenegildo Frioni e Marcello Palminteri a intitolarla “Enigma dell’Infinito”, una tensione estetica fondamentale nella ricerca di un artista geniale: il più moderno, il più vivo tra gli artisti della propria generazione, il più ricco di intuito e di preveggenza, come documentano le opere esposte nella mostra di San Pietro a Maida, corredata da un elegante catalogo in italiano ed inglese.
    In occasione dell’inaugurazione, in programma per le ore 17.00 del 24 marzo 2018, interverranno, oltre ai curatori, il sindaco di San Pietro a Maida Pietro Putame e il direttore dell’Accademia di Belle Arti Fidia di Vibo Valentia Michele Licata. È prevista una performance del cantautore Paco Ruggiero, mentre la stilista Renè Bruzzese esporrà abiti ispirati alle opere di De Chirico.
    “La solitudine dell’uomo – scrive Pasquale Lettieri nel prezioso catalogo che fa da pendant alla mostra – ha trovato in De Chirico un altissimo e modernissimo poeta di intensità leopardiana. Che questo comporti, da parte del Maestro una condanna quasi totale dell’arte contemporanea non deve trarre in inganno circa la vitalità della sua presenza e della sua partecipazione alla sensibilità del tempo in cui esistiamo. Già Degas aveva detto che “Bisogna scoraggiare le arti”, e ciò non è mai stato motivo di scandalo. De Chirico semplicemente ha compreso, con enorme anticipo sui pittori della sua generazione (e questo a livello mondiale, non semplicemente nazionale), che una pittura nuova non potrà mai consistere in una novità di formule o di trouvailes, per il semplice motivo che la pittura stessa è una trouvaille. Quel che conta sul serio è la verità che vi è insita, una verità che può essere ricercata nel “mistero” metafisico come nella “bella materia” della “pittura antica”. Le visite culturali e didattiche saranno curate dal Museo Marte.
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  • Serata di Gala di Debra Italia

    On: 29 novembre 2017
    In: Eventi
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    Si è tenuta a Milano venerdì 24 Novembre la prima Serata di Gala di Debra Italia, presso la straordinaria sede della Società Umanitaria in via F. Daverio 7, nel gran Salone degli Affreschi della Scuola del Quattrocento lombardo, con annesso lo storico Chiostro dei Pesci.

    La Cena di Gala è stata allietata da brani lirici e inediti,  interpretati dal Soprano Silvia Colombini. Il Soprano è stata accompagnata da cantanti di musica leggera che hanno duettato con lei.

    La serata ha riservato meravigliose sorprese, tra cui l’esposizione di straordinari gioielli disegnati appositamente da Maestri del Design e Artisti Orafi per i Bambini Farfalla, che sono stati devoluti a un’Asta di Beneficenza per la cura e la Ricerca sull’EB.

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  • Vittorio Mantovani presenta il suo libro, Angeli Scalzi

    On: 15 novembre 2017
    In: Eventi, News
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    Mantovani nelle sue poesie coglie l’attimo fuggente e le tragedie dell’io, che avvengono mentre la sua penna riga un foglio e la sua tastiera batte una b oppure una a, oltre la soglia della percezione psicologica, in un vero schiacciamento, che è dovuto all’eccesso di immagini, di suoni, di eventi, che hanno cancellato la nozione di silenzio e di luce e quindi anche quella di rumore e di tenebre, tanto, tutto è diventato endemico, e il concetto di norma non esiste più, se non nei vocabolari etimologici, perché in effetti tutto è sconfinato, oltre il segno della bellezza, che è sempre un confine, determinando la non tracciabilità del sublime, che è automatismo e alterità. Mantovani sorprende le capacità nomenclari della parola, come accidente strutturale e significativo, che dello stesso linguaggio come griglia a priori, soggetta a mutazioni per crescita e decrescita, in un farsi e in un disfarsi, continuo, che è fisiologico, ma che oggi comincia ad apparire come palesemente inadeguato. E se questo è vero, in termini epistemologici ed ermeneutici vuol dire che questo aspetto del linguaggio di Mantovani, nella sua varietà denotativa e connotativa, che comprende la verbalità e la scritturalità, l’inventività e la sperimentalià e tutte le crescenze dovute all’universo aperto delle medialità, materiali e immateriali, se non affrontato nella sua multilateralità e in una frequentazione continua, che ne permetta l’accompagnamento in tutte le sue fasi riformistiche e rivoluzionarie, sia nelle evoluzioni pacifiche, che negli smottamenti improvvisi, rischia di diventare il problema dei problemi, perché mette in dubbio ogni fondamento della realtà e non in via idealistica, per induzione nel pensiero filosofico, quanto per caduta nell’alienazione, che è un eccesso di materialità, di consumo, di accumulo, di scorie e di cose che non devono durare più dell’attimo mentale, perché così vuole il capitalismo planetario, votato a produrre, produrre, senza sosta. Nelle poesie di Vittorio Mantovani ritroviamo il sublime, erede, nel suo grande contenitore indicibile ed ineffabile, delle misure della bellezza, della libertà espressionistica, dell’emozione, della gestualità, del nomadismo, della sperimentazione, della teatralità della scena, del segreto di un laboratorio sapienziale e facturale, del grande teatro del mondo e della sua immensa volta celeste, conturbante aura fantastica e cappa insostenibile, che caratterizza, rizomaticamente ed atmosfericamente il nostro tempo. Una poesia che si configura come un grande contenitore, informe, elastico, pronto ad assumere la forma di tutto quello che contiene dentro, cambiando di continuo il suo modo di apparire, la sua transeunte morfologia, fatta di tutte le imperfezioni e le titubanze che vengono a scontrarsi, quando tutto è stasi e sembra movimento, quando tutto è movimento e sembra stasi.

    Nei suoi versi tutto si svolge nel segno dell’imprevedibile, che cambia continuamente i linguaggi e il rapporto tra di loro. Gli eventi concreti, tangibili, un tramonto, il mare, una confessione, un fiore, uno sguardo, una sensazione, non sempre riescono ad avere una corrispondenza con quelli immaginari e con quelli verbali, perché hanno ritmi diversi. Quasi concetti utopistici, che non corrispondono a niente, oltre la fisica dei materiali o, specularmente, sperimentali, che necessariamente sono privi di nomenclatura, in quanto, imprevedibili, originali.

    Nella raccolta “Angeli scalzi” è contenuto tutto, anche la bellezza, come pura potenzialità, che si articola in molte stilistiche e  tipologie, che hanno in comune la forza debordante della ricerca, come dato della disseminazione, come effetto collaterale della smisuratezza, che richiede, di volta in volta, la concretezza dell’attualità, altrimenti resta confinata nel nulla.

    Nei momenti di accelerazione dei versi (che rappresentano la regola della modernità), tutto viene travolto, dalla continua mutazione, terminologica, iconica, formale, in una concezione sperimentale che non si può mai annullare, neanche nei momenti di ritorno all’ordine, di nuova linfa della tradizione e della concettualità, perché c’è una asistematicità, una fibrillazione, che in Mantovani è psicologia della fantasia e dei luoghi comuni, contaminazione tra individualità e agglomerazione di stati di memoria, di vita vissuta e di desideri, proiettati in ogni manifestazione non utilitaristica del sé.

    Si determinano, così, tanti e tanti, percorsi personali, costruiti sul pontile della libertà e della ricerca, nell’area di una centralità culturale, spirituale, che deve presiedere alla creazione della singolarità, dello spessore in cui ognuno misura se stesso, nell’invisibile dei segni, dei desideri, delle speranze, delle delusioni e del visibile, che vuole fuggire al nulla, apparire, essere.

    La persistenza della memoria per il poeta, fa da strato, da  comune riferimento, che non è solo linguaggio tecnico, ma un modo di esprimersi, fatto di confluenze e di alchimie, di desideri e di paure, di sogni e di ossessioni, che Vittorio Mantovani porta con sé, come bagaglio reale e virtuale, che mette a disposizione del nuovo e del diverso, combinandosi con le valenze disseminanti e affabulanti, della dimensione babelica del mondo.

     

    Fonte:one-magazine.it

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